Ambrogio (Sant'Ambrogio di Milano)
Lettere LXII, 2; 3-6
[…] Anzitutto sappi che ti è stata affidata la Chiesa del Signore, e perciò bisogna sempre evitare che in essa si insinui qualche contrasto e il suo corpo sia messo, per così dire, a disposizione di tutti con la mescolanza dei Gentili. Per questo la Scrittura ti dice: “Non prendere moglie dalle figlie dei Cananei, ma va in Mesopotamia, nella casa di Batuel, cioè nella casa della sapienza, e unisciti ad essa”. La Mesopotamia è una regione dell’Oriente, che è compresa tra due grandi fiumi che scorrono in quei luoghi, il Tigri e l’Eufrate, che hanno origine nel paese d’Armenia. Sfociano con differente percorso nel Mar Rosso. Perciò, col nome di Mesopotamia viene indicata l’immagine della Chiesa che feconda l’animo dei fedeli con le più grandi correnti dei fiumi della prudenza e della giustizia, mediante la quali infonde la grazia del santo battesimo, di cui in precedenza è apparsa la figura nel Mar Rosso, e cancella la colpa. Insegna, dunque, al popolo a cercare l’unione nuziale non dalle case pagane ma da quelle cristiane. [….] Nessuno defraudi il mercenario della mercede dovuta, perché anche noi siamo mercenari del nostro Dio e attendiamo da Lui la mercede del nostro lavoro. E tu, commerciante, chiunque tu sia, neghi al tuo dipendente la mercede in denaro, cioè vile, caduca? A te, invece, sarà negata la mercede delle promesse celesti: Non defrauderai, dunque, come prescrive la Legge, il mercenario della sua mercede. Non darai il tuo denaro ad interesse, poiché sta scritto che colui che non diede il suo denaro ad interesse abiterà nella tenda di Dio. Infatti, colui che va in cerca dei guadagni di prestiti ad interesse, riceve lo sgambetto e cade. Perciò il cristiano, se ne ha, dia il suo denaro senza attendersene la restituzione, o almeno attendendosi la restituzione del capitale prestato. Egli ha, in questo, un interesse non trascurabile di grazia. Altrimenti, ciò è un ingannare, non un aiutare. Che c’è, infatti, di più crudele del dare il tuo denaro a chi non ne ha ed esigerne il doppio? Chi non aveva di che pagare la somma netta, come ne pagherà il doppio? Ci sia d’esempio Tobia, che non richiese mai la restituzione del denaro che aveva prestato se non alla fine della sua vita, più per non defraudarne l’erede che per mettere insieme il denaro dato in deposito e recuperarlo. I popoli, spesso, perirono per il peso dei debiti, e questa fu la causa della pubblica rovina. Perciò, noi vescovi dobbiamo particolarmente preoccuparci di estirpare tali vizi che si vedono diffondersi in moltissimi individui. Insegna che l’ospite deve essere accolto spontaneamente, più che per costrizione, per non rivelare, nel concedere ospitalità, il sentimento inospitale del proprio animo, e per evitare che – nell’atto stesso di accogliere l’ospite – si guasti con un offesa il favore che si accorda, ma piuttosto si renda più completo con l’usar cortesia e con qualche servizio suggerito dall’amabilità. A te non si chiedono ricchi doni, ma cortesie spontanee, piene di pace e di opportuna simpatia: sono preferibili dei legumi con amicizia e benevolenza a convito imbandito con raffinate vivande, se manca il sentimento di bontà. Leggiamo di popoli annientati con tremenda strage per aver violato i diritti dell’ospitalità. Per la dissolutezza scoppiarono anche atroci guerre. Insegna che l’ospite deve essere accolto spontaneamente, più che per costrizione, per non rivelare, nel concedere ospitalità, il sentimento inospitale del proprio animo, e per evitare che – nell’atto stesso di accogliere l’ospite – si guasti con un offesa il favore che si accorda, ma piuttosto si renda più completo con l’usar cortesia e con qualche servizio suggerito dall’amabilità. A te non si chiedono ricchi doni, ma cortesie spontanee, piene di pace e di opportuna simpatia: sono preferibili dei legumi con amicizia e benevolenza a convito imbandito con raffinate vivande, se manca il sentimento di bontà. Leggiamo di popoli annientati con tremenda strage per aver violato i diritti dell’ospitalità. Per la dissolutezza scoppiarono anche atroci guerre. [Trad. di G. Banterle]
Pagine collegate:
Trento - Fra tardo antico e medioevo. (cap. 4)