Castello Tesino
La scoperta
Fin dal XIX secolo alcuni occasionali ritrovamenti di materiale archeologico presso il Dosso di Sant'Ippolito (riconoscibile a Ovest di Castello Tesino, sulla sponda orientale del torrente Grigno) hanno attirato l'attenzione degli esperti. Soltanto negli anni Settanta del Novecento pero' sono iniziate ricerche mirate a trovare eventuale conferma di quanto il sito aveva fino ad allora solo lasciato ipotizzare.
La struttura e la tipologia
Un abitato della seconda eta' del Ferro:
A Nord del Dosso di Sant'Ippolito si distinguono nettamente, tra i vari segni sul terreno, due depressioni quadrangolari, grandi l'una 60 mq, l'altra 37 mq. Vi sono stati riconosciuti i resti di abitazioni tipiche di popolazioni indigene, riferibili culturalmente alla seconda eta' del Ferro. Scavate nella roccia, hanno per ingresso un lungo corridoio a gradini. Attorno alle fosse sono visibili ancor oggi le buche scavate dagli antichi abitanti del luogo per infiggervi i pali destinati a sostenere il tetto o un secondo piano. E' stato riconosciuto anche il pavimento in terra battuta steso direttamente sulla roccia. All'interno di alcuni ambienti, si vedono resti di focolari, simili per fattura a quelli del Doss Zelor in Val di Fiemme.
Lungo la strada romana:
Lungo il fianco Nord-orientale del Dosso si snoda un sentiero moderno, che potrebbe ripercorrere un tratto della Via Claudia Augusta. Non smentisce questa ipotesi, oltre alla presenza di un'arcata di ponte, anche la posizione fortunata del sito, in corrispondenza di un'altura che sovrasta la vallata, zona alquanto adatta a scongiurare i pericoli nei quali incorrevano i viaggiatori, soprattutto in eta' antica.
Le fasi cronologiche
L'area del Dosso di Sant'Ippolito e' stata frequentata almeno fin dalla tarda eta' del Bronzo, come paiono indicare le tracce (seppur rare) di un'attivita' mineraria intrapresa in zona. La "fondazione" di un insediamento stabile puo' invece essere datata al V - IV secolo a.C. Il sito fu abbandonato quasi sicuramente fra l'eta' claudia e la prima eta' flavia (entro la meta' del I secolo d.C.)
I materiali
Anche i materiali, come la tipologia dell'abitato, sono riferibili pressoche' esclusivamente a una cultura locale, che si sviluppo' nella seconda eta' del Ferro. Accanto a fibule tardo lateniane e di eta' subito posteriore, si sono trovate ceramiche grezze da fuoco e materiali di importazione, come una coppa in argilla di provenienza veneta. In stratigrafia con le ceramiche e le fibule e' stato rinvenuta una moneta dell'imperatore Augusto (31 a. C.-14 d. C). Ancora e' da menzionare l'acquisizione (tramite collezionismo privato) di monete emesse da Domiziano, Adriano, Faustina e Commodo.
Note
L'APT Lagorai Valsugana Orientale e Tesino organizza a Castello Tesino, per gruppi e su prenotazione, visite guidate ai luoghi di interesse storico: il percorso comprende anche l'area su cui sorgeva l'abitato antico.
Bibliografia
Cavada 2000
Bruschetti 1999
Cavada 1999
Cavada 1997
Bazzanella, Biasiori 1996
Pasqualini 1988
Cavada 1985
Roberti 1952
Indicazioni utili per visitare il sito archeologico:
APT Lagorai Valsugana Orientale e Tesino Ufficio informazioni e accoglienza turistica, Via Dante, 10 - 38053 Castello Tesino (TN) Tel 0461 593322 Fax 0461 593306 e-mail: apt@lagorai.tn.it Internet: www.lagorai.tn.it

Cartina Kompass n. 621

Catalogo immagini:


Il Dosso di Sant’Ippolito. Foto pubblicata in E. BUCHI (a cura di), Storia del Trentino. II. L’età romana, Bologna 2000.

Particolare

Veduta valle dal colle.

Una delle due abitazioni

Le due abitazioni.