Nago (Tn)
La scoperta
Nel 1990 sono stati condotti degli scavi d’emergenza che hanno portato alla luce i resti di un complesso rustico di età tardoromana nella località di Nago, piccola cittadina del comune di Nago-Torbole, a pochi km. da Riva, a circa 200 m. di altitudine. Il ritrovamento si aggiunge a quelli ottocenteschi, particolarmente abbondanti e riferibili ad ambito funerario, e provenienti dalla zona di Castel Penede e dalle campagne circostanti.
Tipologia della struttura
E’ stata indagata un’area di circa 850 mq., che ha restituito una serie di spazi aperti, contigui e uniformi, perimetrati da mura, visibili solamente al livello delle fondamenta. Nel settore occidentale è stato rintracciato un sistema di murature più articolato che potrebbe riferirsi a piccoli ambienti di un’ala con vani coperti, che risultano privi di elementi infrastrutturali e di servizio, e dotati di pavimentazione in battuto. Si è pensato che gli spazi aperti fossero destinati a coltivazioni, dal momento che al centro di uno di questi “cortili” è stato rinvenuto un pozzo che veniva utilizzato per l’approvvigionamento idrico e il cui fondo ha restituito una grande quantità di resti botanici. Nonostante gli elementi strutturali siano piuttosto scarsi (a causa del profondo sfruttamento agricolo che li ha gradualmente rimossi ) e non sia stato possibile stabilire con precisione l’effettiva funzione del complesso, sembra legittimo parlare di un sua vocazione rurale.
La vocazione agricola
La maggior parte dei resti botanici rinvenuti a Nago appartiene alla vite (vitis vinifera), ma ne sono stati analizzati anche molti altri propri di graminacee (probabilmente scarti di cucina), piante da frutto, arbustive, floreali, aromatiche e medicinali, e piante da orto. La varietà è davvero notevole e fornisce dati molto importanti ai fini della ricostruzione del panorama ambientale e agricolo del luogo.
Reperti
Gli oggetti d’uso rinvenuti, non particolarmente abbondanti, indicano un uso ininterrotto di questa struttura dall’età tardoromana fino a tutto il VI secolo, se non anche fino agli inizi del VII, come attesta una placchetta triangolare in bronzo per cintura [fig.], rinvenuta casualmente prima dello scavo. Elementi ulteriori sono una fibula zoomorfa [fig.] e un orecchino a cestello in argento [fig.], di tipologia già nota in regione. Tra i reperti anche fusarole in ceramica e pietra, coltellini in ferro, uno spillone in bronzo.
La necropoli
A meno di trecento metri da queste strutture c’è notizia del rinvenimento di una necropoli con tombe a cremazione e a inumazione in una zona improduttiva a ridosso di alcuni roccioni. Parecchie tombe con abbondante corredo (di cui sono rimasti oggetti in vetro, cotto, orecchini e collana in bronzo, una foglietta di cotto con la scritta CRESCES) sono state trovate nel 1828; altre sono state rinvenute nel 1880 e nel corredo si ricordano un’asticciola con le lettere punteggiate M.LV., una testa di bronzo fuso, una lucerna con bollo VIBIANI, una fibula a barchetta e monete da Antonino a Costantino. Tra gli oggetti datanti più recenti va considerata una bottiglia biansata a corpo troncoconico e spalla quasi piana e una ciotola con parete rotondeggiante con bordo a tesa semplice, di IV-V secolo.
Bibliografia
CAVADA 1992
CAVADA 1996
ROBERTI 1954


Catalogo immagini:


Nago (scavi 1990): resti di edificio romano. Scavi della Provincia Autonoma di Trento.

Nago: recipienti tardoantichi in ceramica invetriata da corredi funebri (da Cavada 1992)

Nago: scavo 1990. Reperti: 1) fibula zoomorfa in bronzo; 2-4) fusaruole in ceramica e pietra; 5) orecchino a cestello in argento; 6) coltellini in ferro; 7-8) specillum e spillone in bronzo; 9) guancetta in osso; 10) placchetta triangolare per cintura (fuori contesto). (Tratto da Cavada 1992).