Isera
La scoperta
Negli anni Quaranta del secolo appena concluso furono individuati a Isera, nelle immediate vicinanze della Chiesa Parrocchiale, i resti di una villa romana, che a tutt'oggi rappresenta un esempio unico di questo tipo di architettura nel territorio trentino. Nel corso della scoperta, avvenuta in occasione dello scavo per la costruzione dell'asilo infantile, i pochi resti risparmiati dal trascorrere del tempo vennero irrimediabilmente danneggiati, mentre gran parte dei materiali fu inevitabilmente perduta. Le ricerche scientifiche vere e proprie iniziarono soltanto alla fine degli anni Sessanta e continuarono fino al 1988, per essere poi perfezionate nel 1992 e negli anni immediatamente successivi ad opera di un'equipe dell'Universita' degli Studi di Trento, in collaborazione con il Museo Civico di Rovereto e il Comune di Isera. Lo scavo si e' svolto non solo all'esterno del vecchio asilo in disuso, ma anche al di sotto del pavimento, nell'attesa di decidere come poter sistemare definitivamente lo spazio interessato dalla ricerca.
La struttura e la tipologia
Una posizione suggestiva:
La villa romana di Isera sorge sulle colline che dominano Rovereto, sfruttando una posizione che gode di un panorama particolarmente suggestivo sulla citta'; oggi si puo' solo immaginare come un tempo l'edificio, con il suo impianto e le sue decorazioni architettoniche, apparisse dal fondovalle: quel che resta della struttura, infatti, e' soltanto una parte della basis villae (locuzione latina traducibile come ォfondamenta della villaサ). Nei pressi della villa si suppone che potesse passare la strada romana ricordata dalla Tabula Peutingeriana: la via da Mori si portava verso Castel Pradaglia e da li' proseguiva per Isera, Valle, Campiano e Marano (dove una strada interpoderale e' detta ancora ォantica strada romanaサ). Nella zona della collina di Isera, che ha restituito un numero consistente di reperti antichi, era situato il nodo stradale che univa Verona a Trento e la Valle dell'Adige al Lago di Garda.
La pianta dell'edificio:
L'area della villa indagata (ma si suppone che la pianta originaria fosse ben piu' vasta) si estende per circa 300 mq. L'edificio sorgeva su almeno due piani adattati al pendio. Il primo piano era dotato di due ampie sale (in latino triclinia) e due camere (in latino cubicula), alcuni ambienti di servizio (cucina e dispense) e una zona balneare con vasche e impianti idrico e termico. Lungo la facciata si apriva un ampio loggiato, che verso Nord, in corrispondenza dei bagni, terminava in un ninfeo. Gli ambienti erano isolati dal terrapieno retrostante per mezzo di un lungo corridoio dotato di un canale di scolo per le acque. La pianta del secondo piano non e' ricostruibile: nel corso degli scavi archeologici sono state recuperate parti del soffitto e delle pareti, edificate in argilla con intelaiatura di vimini e canne.
Le fasi cronologiche
Una splendida villa signorile distrutta da un incendio (I secolo d.C).
La cronologia della villa e' determinabile tramite lo studio dei reperti (soprattutto ceramici) rinvenuti nel corso degli scavi. I materiali piu' antichi sono databili all'ultimo ventennio del I secolo a.C. Assai numerose sono le ceramiche risalenti al I secolo d.C., in particolare al ventennio tra il 40 e il 60. La concentrazione di materiale ceramico si fa meno consistente dall'80 in poi per cessare nel 120. Il ritrovamento di carbone e intonaco bruciato indica chiaramente che la villa in quel periodo fu distrutta da un incendio.
Breve frequentazione in eta' tardo-antica.
La presenza di un frammento di vetro, appartenente al piede di una coppa di eta' tardo-antica e alto-medioevale (IV - VI secolo), puo' testimoniare una nuova frequentazione del sito. A quest'eta' risale anche la demolizione parziale del perimetro murario di uno dei due triclini e la costruzione di una struttura ellissoidale.
Resti ceramici del XVI secolo.
Nel corso degli scavi e delle ricerche, e' stata rinvenuta anche ceramica graffita di eta' post-antica (XVI secolo).
I materiali
Maestranze veronesi:
L'edificio scoperto a Isera e' chiaramente un modello romano per struttura, tipologia, materiali e decorazioni. La sua datazione fa supporre che gia' all'inizio del I secolo d.C. la cultura romana si fosse in qualche modo integrata con quella locale, anche se e' difficile stabilire esattamente tempi e modi: bisognerebbe avere maggiori informazioni sui proprietari e sull'uso che facevano della villa (erano colonizzatori padano-romani o appartenevano a un gruppo locale romanizzato?). Qualcosa in piu' si puo' ipotizzare riguardo ai decoratori della villa. Il numero elevato di edifici riccamente ornati secondo gli stili tipici della pittura parietale romana, che sono stati scoperti a Nord degli Appennini, da Rimini fino al Norico, induce a credere che si fossero formate maestranze locali specializzate. Nel caso specifico di Isera i decoratori potevano aver avuto sede a Verona.
Stanze affrescate:
La villa poggiava su solide fondamenta costituite da grossi blocchi di pietra calcarea uniti insieme da malta. Sono stati recuperati significativi frammenti di pareti dipinte del secondo piano, alcuni di grosse dimensioni. I resti sono carbonizzati e frammisti a tegole e coppi del tetto: sono una triste testimonianza dell'incendio che segno' la fine dell'edificio. I muri in argilla, sostenuti da una struttura interna di canne (parietes craticii), erano decorati secondo i dettami del cosiddetto terzo stile, il linguaggio ornamentale in voga nelle case signorili di eta' augustea. Su fondo nero o rosso cinabro compaiono ora cornici chiare con fiori e boccioli di loto, ora ghirlande con corolle e foglie in miniatura, ora colonne circondate da motivi a spirale. La porzione di soffitto recuperata aveva finti cassettoni dipinti in marrone su fondo nero: al centro, ognuno di essi era ornato da una piccola rosa bianca. I pavimenti erano in calcare bianco. In alcune stanze gli ospiti e i padroni di casa potevano camminare su preziosi mosaici realizzati con tessere bianche e nere. I due triclini del primo piano hanno in situ (ossia ancora presente sulla base del muro) lo zoccolo dipinto in finto granito: spruzzi bianchi, rossi, gialli e azzurri risaltano decisamente sul fondo nero, riproponendo le sfumature della pietra.
Attrezzi da cucina :
Nella cucina, accanto al focolare, una singolare concentrazione di oggetti ricorda che proprio in quel punto doveva essere posizionata una credenza. Restano le cerniere di ferro e il contenuto, caduto a terra quando la struttura in legno del mobile e' andata distrutta nell'incendio. Si riconoscono arnesi utili per il lavoro domestico, alcuni in metallo (un coltellino, un paio di asce in ferro, una falce, un campanellino di bronzo), altri in ceramica (tre lucerne, una ciotola e tre olle in ceramica grezza), pietra (un pestello e una macina) e terracotta (un mortaio).
Un letto di tradizione ellenistica:
Prezioso elemento d'arredo era il letto di fattura ellenistica, con gambe tornite. Nel corso delle ricerche sono stati rinvenuti quattro elementi di una guarnizione bronzea, appartenente ad una delle gambe: all'interno resti carbonizzati di legno permetteranno agli studiosi (tramite analisi di laboratorio) di ipotizzare quale potesse essere l'intelaiatura del mobile.
Note
La villa romana di Isera non e' aperta al pubblico, ma e' comunque visitabile su richiesta: le visite sono gestite dal Museo Civico di Rovereto, che organizza anche (con particolare attenzione al mondo della scuola) lezioni a tema condotte da esperti nel settore e accompagnate da proiezioni di filmati. Il Museo Civico di Rovereto, inoltre, custodisce tutti i reperti ritrovati nel corso delle campagne di scavo archeologico.
Bibliografia
Sulla villa romana di Isera
Maurina 1999
De Vos 1996
De Vos 1995
De Vos 1994
De Vos, Ciotola 1992
Pasquali, Rauss 1988
Rigotti 1975
Rigotti 1972
Sulle case dei Romani
de Gerloni, Salomoni 2002
Donati 1990
De Albentiis 1990
Mielsch 1990
Carandini, Ricci 1990
Indicazioni utili per visitare il sito archeologico:
Museo Civico di Rovereto. Borgo S. Caterina, 41. 38068 Rovereto (TN) Tel 0464 439055 e-mail: museo@museocivico.rovereto.tn.it Internet: www.museocivico.rovereto.tn.it

Cartina Kompass n. 687

Catalogo immagini:


Foto aerea dell誕ttuale abitato di Isera. Immagine pubblicata nella sezione cartografica del sito Web www.provincia.tn.it.

Pianta della villa Rilievo e disegno di M. Medri, pubblicato in U. TECCHIATI (a cura di), Dalle radici della storia- Archeologia del Comun Comunale lagarino. Storia e forme dell段nsediamento dalla preistoria al Medio Evo, Rovereto (TN) 1996.

Pianta della villa Ricostruzione di M. Medri, pubblicata in U. TECCHIATI (a cura di), Dalle radici della storia- Archeologia del Comun Comunale lagarino. Storia e forme dell段nsediamento dalla preistoria al Medio Evo, Rovereto (TN) 1996.

Frammento di soffitto dipinto a cassettoni. Foto pubblicata in U. TECCHIATI (a cura di), Dalle radici della storia- Archeologia del Comun Comunale lagarino. Storia e forme dell段nsediamento dalla preistoria al Medio Evo, Rovereto (TN) 1996.

Ricostruzione grafica dello schema decorativo del soffitto dipinto a cassettoni. Si ringrazia vivamente per la concessione della foto.. Disegno di B. Maurina, pubblicato in U. TECCHIATI (a cura di), Dalle radici della storia- Archeologia del Comun Comunale lagarino. Storia e forme dell段nsediamento dalla preistoria al Medio Evo, Rovereto (TN) 1996.

La cucina. Rilievo e disegno di M. Medri, pubblicato in U. TECCHIATI (a cura di), Dalle radici della storia- Archeologia del Comun Comunale lagarino. Storia e forme dell段nsediamento dalla preistoria al Medio Evo, Rovereto (TN) 1996.

Elemento di letto triclinare prima del restauro. Foto pubblicata in U. TECCHIATI (a cura di), Dalle radici della storia- Archeologia del Comun Comunale lagarino. Storia e forme dell段nsediamento dalla preistoria al Medio Evo, Rovereto (TN) 1996.

Particolare pavimentazione. Si ringrazia vivamente per la concessione della foto..

Vista dello scavo. Si ringrazia vivamente per la concessione della foto..

Particolare dello scavo. Si ringrazia vivamente per la concessione della foto..