Laives
La scoperta
L'abitato di Laives si trova sulla sinistra orografica del fiume Adige, su di un vasto conoide alluvionale a 250 m s.l.m e si colloca 8 Km a sud di Bolzano. In questo centro l'intensa attivita' edilizia condotta negli ultimi 20 anni, ha permesso il ritrovamento di una serie di siti (con relativi materiali archeologici) che risultano frequentati nell'eta' del Ferro e in eta' Romana, confermando, come nei ritrovamenti di Salorno, Egna,Vadena e Bronzolo, una continuita' insediativa a partire dal VII - VI sec. a.C. La disposizione dei ritrovamenti all'interno dell'insediamento di Laives fa pensare all'esistenza una serie di piccoli nuclei abitativi sparsi sul conoide; di particolare interesse risultano i rinvenimenti presso le localita' di Laives-Jauch e Laives-Reif.
La struttura
Laives-Jauch
Nel sito di Laives-Jauch, posto a nord del paese nelle vicinanze del Rio Vallarsa, e' avvenuto il rinvenimento di una capanna dell'eta' del Ferro, databile VII - VI sec. a.C., nonche' di sporadici reperti di epoca romana. Gran parte del materiale rinvenuto riguarda frammenti ceramici ascrivibili a tre diverse tipologie, dette dagli archeologi terra sigillata, ceramica a pareti sottili e ceramica comune di produzione locale. L'insieme dei reperti permette di stabilire l'esistenza di collegamenti commerciali tra la Pianura Padana e l'area centro- alpina, confermando l'esistenza di una via di transito lungo la Valle dell'Adige. Da una bottega padana proviene una coppa (patera) recante il bollo dell'artigiano che l'aveva prodotta, databile presumibilmente tra 45 e il 65 d.C.
Laives-Reif
In questa localita' gli scavi hanno messo in luce sette case retiche che costituivano un villaggio risalente alla seconda eta' del Ferro (meta' VI - I a.C.). All'interno di una delle capanne sono state rinvenute 22 monete d'argento (denarii), emesse dalla zecca di Roma e databili tra il 155 e il 116/5 a.C. Il tesoretto, che in origine doveva essere stato occultato in un punto sicuro della capanna, era disperso all'interno del perimetro della stessa a causa degli interventi agricoli eseguiti nel tempo, dopo il crollo dell'abitazione. L'ottimo stato di conservazione delle monete permette di ipotizzare un'operazione di tesaurizzazione di un risparmiatore che nascose il suo piccolo gruzzolo. La datazione delle monete si colloca nel periodo della romanizzazione della zona veneta (dalla meta' del II alla meta' del I sec. a.C.) che con l'Alto Adige intratteneva scambi commerciali tali da rendere la Valle dell'Adige una via di transito di primaria importanza.
I materiali
La Venere
Alcuni dettagli del volto fanno ipotizzare che il frammento appartenesse alla copia marmorea di un originale in bronzo. Numerosi sono stati gli studi volti ad identificare la figura femminile ritratta; l'ipotesi piu' plausibile attribuisce il viso a un'Afrodite (la dea greca cui corrispondeva la romana Venere). L'autore dell'opera originale potrebbe identificarsi addirittura con uno scultore greco del V sec a.C., della cerchia del celebre Fidia; come era abitudine, dal modello nei secoli successivi furono ricavate innumerevoli copie,a una delle quali potrebbe appartenere il frammento di Malles. L'alta qualita' del reperto ha fatto pensare che fosse stato commissionato in qualche importante atelier di scultura da un personaggio pubblico, e che la Venere svolgesse una funzione di propaganda imperiale della dinastia dei Giulio-Claudi ( i sucessori di Augusto che regnarono dal 14 al 68 d.c.) L'analisi stilistica del pezzo permette di datare il frammento all'eta' dell'imperatore Claudio (41-58 d.c.).
Bibliografia
Alberti, Dal Rì 2002
Di Stefani, Pezzo 2002
Vittorio 2002
Indicazioni utili per visitare il sito archeologico:
Museo Archeologico dell'Alto Adige. Via Museo, 43, 39100 Bolzano Tel: 0471 320100 Orario d'apertura: Martedi'- Domenica: Ingresso dalle ore 10.00-17.00 Giovedi'Ingresso dalle ore 10.00-19.00 Lunedi' chiuso, aperto i giorni festivi. 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre chiuso.

Cartina Kompass n. 685

Catalogo immagini:


Posizione ritrovamento monete all’nterno della capanna 1 - Immagini e disegni tratti dal testo “Archeologia Romana in Alto Adige” a cura di Lorenzo Dal Ri – Stefano di Stefano

Capanna 1 con pavimento in terra battuta - Immagini e disegni tratti dal testo “Archeologia Romana in Alto Adige” a cura di Lorenzo Dal Ri – Stefano di Stefano

Capanna 1 punti verdi: posizione delle monete - Immagini e disegni tratti dal testo “Archeologia Romana in Alto Adige” a cura di Lorenzo Dal Ri – Stefano di Stefano