Mezzocorona (Drei-Cane')
La scoperta
Nel 1988, durante i lavori per la costruzione dello stabilimento Cantine MezzaCorona, sono stati individuati alcuni resti di strutture murarie in pietra legate assieme mediante calce. Le successive indagini hanno rivelato che i resti erano da attribuirsi a un antico agglomerato abitativo di eta' romana che risultava tagliato e coperto dalle numerose esondazioni dei corsi d'acqua Noce e Adige.
La struttura
Gli studi stratigrafici del sito hanno permesso di ricostruire la complessa cronologia insediativa che va dall'eta' tardo-repubblicana fino all'eta costantinianea-teodosiana (fine del IV secolo d.C.).
Le fasi cronologiche
Prima fase
Alla fase piu' antica sono riconducibili poche tracce di un piano pavimentale in calce, alcuni tratti di strutture murarie in pietra, resti di travature carbonizzate in legno di larice ma soprattutto i frammenti ceramici attribuibili alle forme Auerberg (nome con cui gli specialisti indicano un tipo di ceramica grezza diffusa nelle province alpino-danubiane e ben attestata nell'area atesina, prodotta dalla meta' del I sec. a.C fino ai primi decenni del II sec. d. C.) e altre ceramiche da mensa a pareti sottili in terra sigillata italica e norditalica ( si tratta di vasellame prodotto nelle officine di area padano-altoadriatica a partire dal I sec. d.C. fino agli inizi del II secolo). Alcune fibule (accessori dell'abbigliamento che fungevano da fermagli per le vesti), del tipo Nauheim e Aucissa, permettono di confermare la datazione fra l'ultimo quarto del I sec. a.C. e il primo quarto del II sec. d.C
Seconda fase
La fase successiva della vita degli edifici, databile ai primi anni del II secolo d. C., attesta che vi fu una riorganizzazione: furono costruiti tre nuovi edifici, disposti attorno a un cortile, costruiti dopo lo demolizione e lo spianamento di tutte le preesistenze della fase piu' antica. Dei tre edifici restano le strutture murarie, in pietre calcaree e ciottolato, legate tra loro da malta di calce. La tecnica costruttiva, di tipo tradizionale, risulta migliorata, grazie a una maggiore padronanza dell'opera cementizia. Mancano invece tracce di opere idrauliche di canalizzazione delle acque, sia per l'uso domestico che per lo smaltimento delle stesse. I numerosi resti di frammenti di calcare ammonitico, proveniente dalle cave di Trento, confermano la facilita' del trasporto dei materiali, dovuta a un buon sistema di collegamenti. I manufatti rinvenuti e attribuibili a questo periodo ci confermano la lunga frequentazione dell'abitato: sono per la maggior parte ceramiche grezze, contenitori in terra sigillata africana (attestati nell'area alpina a partire dal II-III secolo, e caratterizzati dal tipico colore arancione), recipienti in pietra ollare (costruiti con roccia metamorfica presente nelle Alpi centro-orientali), manufatti in vetro (perlopiu' frammenti di bottiglie, coppe e bicchieri), ma anche una serie di monete databili al IV secolo d. C. (fra l'eta' di Costantino e quella di Teodosio). Interrate in semplici fosse di forma ovale all'interno delle abitazioni, vi erano quattro sepolture di bambini, secondo una pratica che nel territorio trentino-altoatesino si diffuse durante l'eta' imperiale e tardoantica. I molti ritrovamenti di materiale carbonizzato di origine vegetale e legnosa dimostrano che il territorio era coltivato soprattutto a cereali (frumento, orzo, farro) e a legumi; erano presenti anche alberi di noci, pesche, nocciole; parecchi resti di vinaccioli testimoniano la coltivazione della vite. L'analisi e l'interpretazione di tutte le evidenze archeologiche permettono di individuare nell'insediamento di Mezzocorona un'azienda agricola.
Terza fase
A partire dal VI secolo d.C., per il sito inizio' l'area un degrado graduale, dovuto a motivi diversi e complessi, che si concluse con il suo abbandono. Sui pavimenti si sono rinvenute le tracce di sottili depositi di sabbia e ghiaino: indicano che erano venute a determinarsi condizioni idrogeologiche negative, con allagamenti dovuti probabilmente a ripetuti fenomeni esondativi.
Bibliografia
CAVADA 1994
CAVADA 2000
Settemila anni

Cartina Kompass n. 74

Catalogo immagini:


Immagine dello scavo – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Strutture del periodo 1 – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Piano d’uso interno-settore 2 – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Frammenti di olla in ceramica grezza a impasto refrattario e decorata – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Frammenti di piatto in ceramica sigillata aretina – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Frammento di tegame in pietra ollare – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Chiave per serratura in ferro con impugnatura rivestita in bronzo – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)

Fibule in bronzo – (Fotografie e disegni tratti dal testo “Archeologia a Mezzocorona” a cura di Ennio Cavada)