Principali raccolte e opere di riferimento: CIL V, 5079; IBR 57; HAIDER nr. 38; BUCHI 2000, p. 91; BUONOPANE 2000, p. 183
Località di rinvenimento e caratteristiche:
Trovata a Ponte Gardena/Waidbruk (anticamente, Sublavio); ora a Innsbruck (Museum Ferdinandeum). Iscrizione sacra su lastra (ara?) in calcare. Databile al II secolo d. C.
Testo originale:
Isidi Aug(ustae) / Festinus, / T(iti) Iuli / Saturnini, c(onductoris) p(ublici) p(ortorii) ser(vus) / ark(arius) / ex voto
Traduzione italiana:
''Alla venerabile Iside. Festino, schiavo cassiere dell'appaltatore della dogana pubblica Tito Giulio Sarturnino, (pose) per scioglimento di un voto''
Nota esplicativa:
Festino, uno schiavo-cassiere di un appaltatore della riscossione delle tasse, a seguito di un voto esaudito pose la dedica a Iside, una divinità di origine orientale il cui culto a partire dal II secolo si diffuse largamente in tutte le province dell'impero (lo stesso personaggio fece una seconda offerta alla dea: si veda l'iscrizione successiva). L'iscrizione documenta l'esistenza di una stazione doganale nella Valle dell'Isarco/Eisacktal, lungo l'importante strada del Brennero/Brennerpass. La "quarantesima (tassa del 2,5 per cento) delle Gallie" si applicava alle mercanzie in transito dalle province galliche e germaniche, nonché dalla Raetia (provincia istituita nel 46 d. C. dall'imperatore Claudio), a cui si accedeva sia dal Passo di Resia/Reschenpass, sia dal Brennero/Brennerpass. L'epigrafe potrebbe essere anteriore all'età di Marco Aurelio (che regnò dal 161 al 180 d. C.), a partire dalla quale la riscossione delle imposte doganali fu tolta agli appaltatori privati e fu assunta direttamente dall'amministrazione imperiale.
-
Cartina di riferimento: Cartina Kompass n. 628

Pagine collegate:

Storia della romanizzazione del territorio. (cap. 11)
Storia della romanizzazione del territorio. (cap. 2)