Principali raccolte e opere di riferimento: CIL V, 5080; ILS 1859; IBR 58; HAIDER nr. 37; BUCHI 2000, p. 91; BUONOPANE 2000, p. 183
Località di rinvenimento e caratteristiche:
Trovata a Ponte Gardena/Waidbruk (anticamente, Sublavio); ora a Innsbruck (Museum Ferdinandeum). Iscrizione sacra su ara in calcare. Databile al II secolo d. C.
Testo originale:
Isidi / Myrionymae / sacrum. / Festinus T(itii) Iuli / Saturnini, c(onductoris) p(ublici) p(ortorii), / ser(vus) ark(arius) posuit, / Fortunatus / eiusdem ser(vus) (contra) s(criptor) / faciundum / curavit
Traduzione italiana:
''Consacrato a Iside Dai Molti Nomi. Lo dispose Festino, schiavo cassiere di Tito Giulio Saturnino, amministratore dell'ufficio doganale; Fortunato, schiavo assistente del medesimo, ne curò la realizzazione''
Nota esplicativa:
Festino, che già aveva posto una dedica alla dea Iside (si veda l'iscrizione precedente), consacrò un oggetto sacro, forse un'ara con statuetta, alla medesima divinità (detta Dai Mille Nomi, perché dotata di molteplici poteri); la realizzazione dell'opera fu curata dallo schiavo suo aiutante, Fortunato. L'iscrizione documenta l'esistenza di una stazione doganale nella Valle dell'Isarco/Eisacktal, lungo l'importante strada del Brennero/Brennerpass. La "quarantesima (tassa del 2,5 per cento) delle Gallie" si applicava alle mercanzie in transito dalle province galliche e germaniche, nonché dalla Raetia (provincia istituita nel 46 d. C. dall'imperatore Claudio), a cui si accedeva sia dal Passo di Resia/Reschenpass, sia dal Brennero/Brennerpass. L'epigrafe potrebbe essere anteriore all'età di Marco Aurelio (che regnò dal 161 al 180 d. C.), a partire dalla quale la riscossione delle imposte doganali fu tolta agli appaltatori privati e fu assunta direttamente dall'amministrazione imperiale
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Cartina di riferimento: Cartina Kompass n. 628

Pagine collegate:

Prima iscrizione festino
Storia della romanizzazione del territorio. (cap. 11)
Storia della romanizzazione del territorio. (cap. 2)