Raccolte e bibliografia principale: CIL V, 8003; IBR 465; BASSO 1986, nr. 41; BOSIO 1991, pp. 133-139; PESAVENTO MATTIOLI 2000, pp. 28-30 ; 32-35.
Percorso regionale di pertinenza: Via Claudia Augusta
Trovata nel 1552 a Rablà/Rabland, in Val Venosta (probabilmente a seguito di una piena dell'Adige), è oggi conservata al Museo Civico di Bolzano. Iscrizione celebrativa su cippo milliare. Datata precisamente al 46 d. C.
Testo originale:
Ti(berius) Claudius Caesar / Augustus Germ[anicus], / pont(ifex) max(imus), trib(unicia) pot(estate) VI, co(n)s(ul) desig(natus) IIII, imp(erator) XI, p(ater) p(atriae), / [vi]am Claudiam Augustam, / quam Drusus pater Alpibus / bello patefactis derexerat, / munit a flumine Pado at / [f]lumen Danuvium per /[m(ilia)] p(assum) CC […]
Traduzione italiana:
"Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, fornito della sesta potestà tribunizia, designato console per la quarta volta, acclamato undici volte imperatore, padre della patria, consolidò dal fiume Po al fiume Danubio per la lunghezza di duecento… miglia la via Claudia Augusta, che suo padre Druso aveva tracciato dopo che le Alpi erano state aperte con la guerra [opp.: sulle Alpi da lui aperte con la guerra]"
Nota esplicativa:
L'iscrizione ricorda i lavori di consolidamento promossi nel suo sesto anno di regno dall'imperatore Claudio (41-54 d. C.) lungo la strada tracciata da suo padre, il grande generale Druso, durante la campagna militare del 16-15 a. C. contro Reti e Vindelici. Il testo fu composto con l'intento di celebrare l'avvenuto collegamento fra l'area padana e quella danubiana, che la via aveva reso possibile; testimonia inoltre che questa, in origine denominata probabilmente via Augusta in quanto voluta da Augusto (al pari di altre importanti vie di valico), dopo l'intervento di ristrutturazione di Claudio prese il nome di via Claudia Augusta. La strada, partendo da una località imprecisata lungo il Po (secondo alcuni, da Ostiglia), arrivava nella valle dell’Adige e la risaliva fino al passo di Resia, da dove scendeva per proseguire fino al Danubio, raggiungendo Augusta Vindelicum (Augsburg); il valico del Resia era compreso in quel tratto delle Alpi che era stato "aperto", cioè reso percorribile, dalla vittoria di Druso sulle popolazioni locali. Nel XVIII secolo a Cesio Maggiore (a circa 10 km. da Feltre verso Belluno) fu rinvenuto un cippo simile, recante un testo quasi identico, ma con una variante significativa: vi si legge infatti che la via diretta al Danubio aveva inizio da Altino (ab Altino usque ad flumen Danuvium), anziché“dal Po”, come indicato più genericamente dall’iscrizione di Rablà. Le diverse indicazioni fornite dai due cippi non sono necessariamente in contrasto: forse la via Claudia Augusta comprendeva due distinti rami iniziali, il primo con partenza da Ostiglia e arrivo a Trento da sud (passando per Verona), il secondo con partenza da Altino e arrivo a Trento da est (via valle del Piave - Cesio Maggiore - Feltre - Valsugana); ma non si può neppure escludere che ponendo l’inizio della via a flumine Pado l’iscrizione di Rablà alluda non tanto a una località specifica, quanto piuttosto a tutto il territorio attraversato dal tratto finale del Po fino al suo sbocco nell’Adriatico (in tal caso, il percorso dalla valle del Po a quella dell’Adige sarebbe stato uno solo, anche se composto da vari tratti stradali fa loro collegati, il primo dei quali con inizio ad Altino). In ogni caso, la strada tracciata in origine da Druso doveva essere più corta, limitandosi al tratto alpino e transalpino interessato dalle operazioni militari del 16-15 a. C.; all’imperatore Claudio è invece probabilmente attribuibile il suo prolungamento, con la costruzione o la ristrutturazione di ulteriori tratti padani che fecero della Claudia Augusta la grande direttrice che effettivamente metteva in comunicazione il bacino del Po con quello del Danubio. Punto nodale della via era comunque Trento, località che la via doveva raggiungere per percorrere la valle dell’Adige e risalire l’ultimo tratto del fiume fino al Resia.
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Cartina di riferimento:

Pagine collegate:

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