Alto Garda
Un territorio a vocazione agricola:

La costa settentrionale altogardesana, con il suo immediato retroterra pianeggiante, deve essere stata particolarmente attraente per gli insediamenti, in base a quanto si può dedurre dal grado piuttosto marcato di romanizzazione, documentato da una notevole quantità di testimonianze archeologiche ed epigrafiche, provenienti soprattutto dalla zona di Riva e Arco. La morfologia stessa del suolo, con la presenza del fiume Sarca, che attraversa longitudinalmente la piana, lo ha reso idoneo a uno sfruttamento di tipo prevalentemente agricolo, che infatti fu messo in atto a partire da età molto antica: è l’unica zona gardesana che ha mostrato chiare tracce di centuriazione.La misurazione e la parcellizzazione dei terreni sono probabilmente connesse con i vari interventi di sistemazione che portarono, durante l’età di Augusto (27 a.C. – 14 d.C.), a un notevole ampliamento delle dimensioni dell’ager Brixianus. Sebbene realizzata su un’area piuttosto ridotta, tale centuriazione costituisce comunque un’operazione importante, in quanto attesta l’applicazione di un tipo di suddivisione e sfruttamento del suolo canonico per gli agri delle città romane, finalizzato sia alla ripartizione agraria per l’assegnazione di terreni ai coloni, sia a esigenze di bonifica e sistemazione idraulica o catastale. Le tracce della limitatio (suddivisione del terreno in lotti regolari), in verità applicata su un'estensione ridotta del suolo, sono state individuate nell’area tra Riva, Arco e Bolognano, in corrispondenza dell’ultimo tratto del fiume Sarca, su una superficie che si estende per circa 8-10 kmq. Si tratta di un caso di micro-centuriazione, l’unica attestata nel Trentino, forse finalizzata alla spartizione delle terre piuttosto che alla sistemazione idraulica della pianura, che probabilmente ne fu una delle immediate conseguenze.