Alto Garda
La centuriazione:

Grazie alla centuriazione il territorio veniva suddiviso dagli agrimensori con regolarità, in base a criteri rigorosamente geometrici, sfruttando uno schema imperniato su due assi viari fondamentali (cardo e decumanus maximi), in genere orientati secondo i punti cardinali, anche se in certi casi si seguivano criteri di orientamento astronomico o, come nel nostro caso, la morfologia del paesaggio. Parallele ai due assi principali (che servivano da ossatura), venivano poi tracciate delle linee viarie secondarie (limites o linee di partizione tra le terre), che davano vita a un reticolo di lotti a maglia quadrata (centuriae), ulteriormente suddivisibili e destinate all’assegnazione a coloni. Nella zona altogardesana l’esigenza di rispettare l’andamento del corso del fiume Sarca ha determinato l’orientamento dell’asse dei cardini e dei decumani, che risultano fortemente inclinati rispetto al N-S astronomico (l’asse dei cardini infattidoveva essere pressoché parallelo a quello del fiume). L’immagine illustra le principali linee viarie individuate nella zona. [scan e inserire carta Tozzi col legenda+ didascalia cfr. info. pag. 27 tesi]
Non è possibile stabilire in che modo Roma sia venuta in possesso di queste terre: può averle acquistate, confiscate o ottenute in qualche altra maniera. Se si trattava di una comunità adtributa, è probabile che i suoi terreni abbiano subito il trattamento generalmente riservato alle terre di questo tipo di comunità, che erano considerate, a tutti gli effetti, suolo di conquista: esse venivano delimitate e gli indigeni potevano continuare a beneficiarne, purché pagassero un’imposta in denaro. Ma, di fatto, la proprietà era dello stato romano. Va infine notato che alcuni dei toponimi della zona sono probabilmente di origine prediale, cioè riconducibili a fondi agrari, e ciò non fa altro che confermare la vocazione sostanzialmente agricola del territorio.