Alto Garda
Gli insediamenti agricoli:

La ricerca archeologica, soprattutto a partire dal 1970, ha fornito informazioni preziose ai fini della ricostruzione di alcuni aspetti della vita materiale, della società e dell’economia delle comunità che vivevano nella zona altogardesana in età romana. Le campagne di scavo sono state spesso condotte in condizioni di emergenza: di conseguenza, le indagini, forzatamente ristrette alle aree interessate dall’occasionale scoperta, hanno prodotto una campionatura parziale e disomogenea; i materiali rinvenuti sono in gran parte connessi con la sfera funerario-cultuale, in minore quantità invece con gli insediamenti. Tuttavia, sulla base dei rinvenimenti, è possibile ipotizzare che in età romana l’area settentrionale del lago di Garda fosse caratterizzata da un insediamento di tipo prevalentemente agricolo, costituito da fattorie o ville rustiche, molto probabilmente dislocate in modo sparso all’interno dei lotti di terreno, riprendendo il modello insediativo tipico del sostrato indigeno. Queste case coloniche dovevano essere abitate da gruppi di coltivatori diretti, forse in parte reclutati tra le genti originarie del luogo, ma anche da personale servile, che lavorava per conto di qualche ricca famiglia equestre o senatoria che aveva possedimenti fondiari nella zona, come ad esempio quella dei Nonii. Questo tipo di organizzazione rurale del territorio doveva essere caratterizzato dalla compresenza di strutture produttive (sia dal punto di vista agricolo che manifatturiero) e residenziali, coerentemente con il panorama riscontrabile nelle zone meridionali del lago.