Trentino
Il Municipio di Tridentum e i territori confinanti:

Il territorio assegnato alla città romana di Tridentum – non sovrapponibile, né come limiti né come estensione, a quello dell’attuale Provincia Autonoma - fu definito soltanto in età augustea, quando il suo limite settentrionale venne a coincidere con la linea di frontiera che divideva l’Italia romana dalle province della Rezia e del Norico, il che, da allora e per sempre, lo connotò come una terra di confine.
La competenza territoriale di Tridentum fu stabilita in modo definitivo probabilmente soltanto in età augustea (fra gli ultimi decenni del I secolo a. C. e l’inizio del I secolo d. C.), quando in tutta la penisola era in via di compimento il grandioso processo noto sotto il nome di municipalizzazione. A seguito dell’applicazione di alcuni importanti provvedimenti legislativi (la lex Roscia e la lex Iulia municipalis), le comunità cittadine italiane avevano ottenuto l’autonomia amministrativa e giurisdizionale, che esercitavano all’interno dei territori assegnati a ciascuna; ciò aveva comportato un imponente processo di revisione dei confini dei vari agri municipali e di accatastamento dei suoli, a loro volta ascrivibili al progetto di riorganizzazione globale del territorio italiano che Augusto aveva idealmente completato con la suddivisione dell’Italia in undici regiones. Il limite settentrionale del municipium di Tridentum, situato nella X regio, segnava dunque contemporaneamente il confine del territorio municipale, della regione e dell’Italia, al di là del quale si trovavano la Rezia (che si estendeva verso sud fino a occupare buona parte della Val Venosta) e il regno alleato del Norico (che inglobava la Val Pusteria e, probabilmente, anche la Val di Fassa); solo verso il 46 d.C., per iniziativa dell’imperatore Claudio, la Rezia e il Norico cesseranno di essere sottoposte a un regime transitorio di occupazione militare per diventare anche formalmente due province dell’impero.