Trentino

Roma e l'italia settentrionale:

A partire dai primi decenni del III secolo avanti Cristo, Roma rivolse i suoi interessi difensivi e espansionistici verso la Pianura Padana e l'Italia settentrionale: agli scontri e alle trattative diplomatiche con le varie popolazioni celtiche che vi si erano stabilite fecero seguito fondazioni di città (Piacenza (Placentia) e Cremona nel 218), tracciati di strade (Via Flaminia nel 219) e insediamenti di gruppi di coloni.
Il programma di penetrazione nel nord Italia subì un arresto a causa della calata di Annibale dalle Alpi (218 a.C.), ma riprese all'inizio del II secolo: ne sono significative testimonianze, fra il 189 e il 183 a.C., la realizzazione della Via Aemilia, la rifondazione delle città coinvolte nella guerra annibalica, la deduzione di nuove colonie, come Bologna (Bononia), Modena (Mutina) e Parma. L'avvicinamento della civiltà romana alle Alpi orientali compì una tappa importante con la fondazione della colonia di Aquileia, nel 181 a.C., e,  nel corso dello stesso secolo, il processo di romanizzazione delle varie popolazioni stanziate nel Nordest continuò imponente: la Venetia, vale a dire la vasta regione abitata dalle genti venete, conobbe la regolamentazione dei confini delle varie comunità, un nuovo assetto agrario e la realizzazione di nuove strade (tra cui va ricordata la Via Postumia, tracciata dal 148 a.C. fra Aquileia e Genova, dunque fra l'Adriatico settentrionale e il Tirreno nordoccidentale), che permettevano il controllo del territorio e facilitavano gli scambi commerciali fra il centrosud della penisola italiana e quella pianura che lo storico Polibio celebrava come la più ricca e florida d'Europa (CLIC SU PASSO DI POLIBIO?).
Il territorio trentino e il suo fiume principale furono direttamente coinvolti nella storia di Roma quando, nel 102 a.C., i Cimbri calarono dal Norico (Austria meridionale) lungo la valle dell'Adige, travolgendo le difese che lì erano state preparate (lo riferisce lo storico Floro). Questa drammatica esperienza rese consapevole Roma della posizione strategica di una città come Verona, che controllava l'accesso alla valle dell'Adige, dalla quale potevano provenire futuri attacchi; la direttrice della valle dell'Adige era d'altronde la più antica e la più frequentata per gli scambi e i traffici tra l'area padana e le Alpi.
Si avvicinava dunque il momento in cui Tridentum e le comunità delle valli tridentine sarebbero state assorbite nell’orbita del mondo romano. La regione era abitata da genti di stirpe retica, portatrici di una cultura detta di Fritzens-Sanzeno (dal nome delle località che ne hanno restituito i materiali archeologici più significativi), e da una componente celtica, presente soprattutto nei suoi margini meridionali.