Fra tardo antico e alto medioevo

Il duca Evino:

Anche definire la struttura interna del ducato longobardo è attualmente possibile solo in via ipotetica. Il duca, nominato a vita dal re, aveva potere militare, giudiziario e amministrativo pressoché assoluto. Il primo duca di Trento di cui abbiamo notizia è Evino (Evin o Ewin), citato da Paolo Diacono nel racconto della morte del re longobardo Clefi, avvenuta nel 574 (Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, II, 32). La larga autonomia di cui un duca longobardo poteva godere è testimoniata dall'attività politica dello stesso Evino, che si impegnò a frenare le incursioni dei Franchi e dei Baiuvari con azioni sia militari che diplomatiche: Evino prese infatti in moglie Eufrasia, figlia di Garibaldo, duca dei Baiuvari. L’altra figlia di Garibaldo, Teodolinda, sposò il re longobardo Autari nel 589, nella chiesa di S. Pietro in Bosco, situata nei pressi di Ala.
Il re Autari affidò a Evino anche l’incarico di sedare una ribellione in Istria (Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, III, 27). Durante l’assenza del duca, nel 576, i Franchi occuparono il castrum Anagnis (forse CastelNanno in Val di Non): l’episodio, che si concluse con una dura sconfitta dei Longobardi presso la Piana Rotaliana, tra Mezzocorona e Mezzolombardo, segnò l’inizio della guerra; i Franchi inizialmente ebbero la meglio e conquistarono Trento, ma in seguito vennero definitivamente battuti presso Salorno (Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, III, 9).
In occasione di una seconda e più ampia invasione dei Franchi (nel 590), che, giunti fino a Verona, si erano impossessati di numerosi castra ai danni dei Longobardi, Evino si recò alla corte franca per ottenere la pace, come il vescovo Agnello di Trento fece nello stesso periodo per la liberazione dei prigionieri (Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, III, 31 e IV,10).