Generale
La società di Trento romana:

Le testimonianze epigrafiche pervenuteci, che risalgono per lo più ai primi tre secoli dell’età imperiale, sono estremamente utili per valutare il livello di romanizzazione raggiunto dai Tridentini; permettono infatti di chiarire quale fosse il rapporto della popolazione locale con il governo centrale e il peso che le istituzioni pubbliche, militari e religiose avevano all’interno del municipium. Di particolare interesse risultano i nomi dei personaggi citati nelle iscrizioni: alcuni sono chiaramente indigeni, e sono propri di elementi di condizione peregrina; altri indicano una romanizzazione recente, rivelata dalla presenza di nomi indigeni mimetizzati fra i tre nomi (tria nomina) propri dei cittadini romani; non mancano alcuni gentilizi (nomi famigliari) costituiti con la latinizzazione di nomi sicuramente indigeni. A quest’ultima categoria dovevano appartenere tutti coloro che si errano arrogati la cittadinanza romana senza averne diritto, creandosi dei nomi romani fittizi, come attesta la Tabula Clesiana. Testimoni della concessione della cittadinanza per volontà imperiale sono infine i gentilizi propri di qualche imperatore. Le gentes con più attestazioni sono la Valeria e la Cassia, mentre tra quelle indigene la Lumenno e la Raedonia. La presenza di schiavi e di liberti (ex-schiavi) è attestata in modo discreto; in alcuni casi, l’onomastica tradisce un’origine orientale, dalle aree grecofone dell’impero, chiaro segnale che anche il municipium di Tridentum era pienamente inserito nella vasta rete di rapporti umani che caratterizzava l’impero di Roma.