Generale
Sacerdoti e attività di culto:

Ai collegi sacerdotali competevano varie attività connesse con la sfera religiosa, ma anche con le manifestazioni ufficiali di ossequio dovute alla casa imperiale: esemplare è il culto dell’imperatore, spesso associato a quello della dea Roma. Se ne occupavano sia i Flamini Augustali (Flamines Augusti), sacerdozio di antichissima origine che reclutava i suoi membri tra le classi più elevate, sia i seviri (sexviri), che raccoglievano tra le loro fila membri dei ceti inferiori e molto spesso anche liberti. Testimonianze epigrafiche relative alla presenza di questi collegi sacerdotali sono state rinvenute sia nell’area di Tridentum sia nei territori circostanti. Flamine di Roma e Augusto era Gaio Valerio Mariano, la personalità di più alto livello espressa dal municipio di Trento e unico membro dell’élite politica locale di cui ci sia giunta traccia. Tra i seviri si possono ricordare il liberto Lucio Ottavio Trofimo (CIL V, 5035) e Marco Aurelio Sestino (AEp 1977, 292). Compiti simili dovevano svolgere i sexviri Augustales, anche se i due collegi non si identificarono mai totalmente. Quattro sono le testimonianze in merito presenti sul territorio di Tridentum: Marco Publicio Metrodoro (AEp 1977, 285), Tito Munazio Caritone (CLIC suAEp 1914, 257), Gaio Lucrezio Erasmo (CLIC suCIL V, 4439) che fu seviro a Brescia e a Trento, e infine Marco Betuzio Firmino (CLIC suCIL V, 5085).