Trento - Fra tardo antico e medioevo
La lettera di S. Ambrogio a S. Vigilio
Per conoscere la vita dei cristiani di Tridentum tardo-antica è preziosa la lettera scritta a S. Vigilio da S. Ambrogio, vescovo di Milano, ricca di indicazioni e consigli sul come affrontare i problemi sociali del tempo secondo l’etica cristiana (Ambrogio, Epistola LXII). Nella lettera, Ambrogio esprime disapprovazione per i matrimoni fra pagani e cristiani, e ciò ci lascia intendere che il problema doveva essere molto sentito, poiché evidentemente i cristiani dovevano essere ancora un minoranza. Ambrogio condanna inoltre la pratica dell’usura e quella di pagare salari non equi: segno che entrambe dovevano essere molto diffuse, e che nella popolazione esistevano notevoli differenze tra ricchi e poveri; evidentemente, molti cristiani dovevano far parte del ceto dei possessores, come proprietari terrieri e commercianti. Infine, il riferimento alla pratica dell’ospitalità concessa ai viaggiatori, di cui si fa cenno nella lettera di Ambrogio, costituisce un'ulteriore conferma del fatto che Tridentum, situata lungo una importante via di comunicazione, era frequentata da commercianti e militari, oltre che da missionari cristiani. Non stupisce quindi di trovare l’orientale Dias citato in un'epigrafe in lingua greca del V secolo ritrovata nella cripta del Duomo di Trento (Supplementa Italica VI, 35).
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Ambrogio
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