Trento - Fra tardo antico e medioevo
L'età longobarda
Per l’età longobarda (iniziata nel 569, con la calata dei Longobardi in Italia, e terminata nel 774, con la conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno), lo storico Paolo Diacono (730-799) dà notizia di importanti azioni militari compiute in varie località del territorio tridentino, testimoniando ancora una volta la sua costante centralità nel contesto militare e politico alpino. In quest'epoca, la regione diede i natali al monaco Secondo di Non, vissuto a cavallo fra il VI e il VII secolo, che fu consigliere spirituale della regina Teodolinda; autore di una breve storia dei Longobardi, andata perduta, il monaco fu una fonte preziosa per Paolo Diacono, che ne fa più volte menzione nella sua opera. Tridentum fu sede di ducato longobardo, i cui confini politico-amministrativi (dei quali non esistono tuttavia documenti certi) dovevano essere più ampi rispetto a quelli del municipium di età romana. Al ducato dovevano appartenere: la Valle dell’Adige fino alla zona a Sud di Merano e fino a Bolzano compresa (ma la Val Venosta era occupata dai Franchi e l’alta Valle d’Isarco dai Baiuvari, o Bavari); la Vallagarina fino ad Avio; la Valle dell’Avisio fino all’inizio della Valle di Fassa; la Valsugana (che però dal punto di vista ecclesiastico apparteneva alla diocesi di Feltre); le Valli Giudicarie; la bassa Valle del Sarca e Riva (che appartenne a Brescia fino al governo di Gaioaldo, duca di Tridentum dal 595). In virtù della sua posizione il ducato proteggeva la Pianura Padana dalle incursioni dei popoli Franchi e Baiuvari (o Bavari), che erano stanziati nelle alte valli alpine (Val Venosta e Valle d’Isarco). E’ in questo periodo che il territorio assunse caratteristiche geopolitiche proprie, diverse dal resto dell’Italia nord-orientale, che si consolidarono ulteriormente durante il successivo principato vescovile (1027-1803), costituendo la base della specificità tridentina ancora riscontrabile ai giorni nostri.
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